Chiedo venia!
È vero che a volte il silenzio dice più di mille parole, ma dopo due mesi inizia a diventare un po’ troppo criptico.
Vi avevo preannunciato la nostra discesa a Trecchina per registrare….ebbene l’abbiamo fatto, ma prima di addentrarci nel “record tale”, vi voglio raccontare le serate che abbiamo onorato!
In natura nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma.
Il nulla-tour si è trasformato in ietta-tour!
Il 2 giugno, festa della Repubblica e fonte di un grande ponte, dovevamo suonare in quel di Flumeri (AV). Lino come al solito ci raggiunge a Napoli qualche giorno prima per superare senza traumi il fuso orario rispetto a Castronuovo e la mattina del 2 avevamo un appuntamento con i ragazzi di Terranova che erano stati i managers della serata….ah a sproposito, dovevamo suonare per la Madonna dell’Incoronata…..io credevo che esistesse solo nelle bestemmie di Lino Banfi….ed invece esiste veramente.
Inizia il Calvario!
Domenico mi chiama da Todi e mi dice che il radiatore dell’auto aveva meno tenuta di uno scolapasta.
Piera mi chiama da Ischia e mi dice che stranamente i traghetti per Napoli quel giorno erano stracolmi ed aveva trovato un biglietto solo per la sera.
Marco mi chiama dal Cilento e mi promette che sarebbe partito per ora di pranzo, ma evidentemente, abitudini mangereccie filoslave hanno fatto si che mentre gli Inglesi sorseggiavano il loro the, il suo mezzo di trasporto venisse superato dalle ciamaruccole (ndr lumache) della Salerno-RC!
Errico non mi chiama.
Fatti 2 conti e dopo aver assaporato uno scialatiello allo scoglio, sapientemente cucinato dalle pazienti mani di Stakio (ndr regista del corto) all’uso barese, carichiamo l’Unicorno e ci mettiamo in marcia….5 persone e 5 quintali di strumenti. Sarebbe stata una carneficina.
si sa che la gente da buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente da buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio
Ma i camionisti sotto Avellino Ovest si potevano fare i cazzi loro quando m’hanno consigliato di accompagnare l’Unicorno all’ospizio!
Si sa che le vecchie signore sono permalose e non perdonano quando ne hanno l’occasione.
Come al solito, dopo aver scollinato, l’auto ha spento le quattro frecce ed ha iniziato una rimonta su quei poveri TIR tanto che ancora si osservano fogli di vernice di camion che svolazzano per quei tratti di autostrada….potenza dello spostamento d’aria.
Comunque, arriviamo a Grottaminarda dopo essere riuscito a disattivare il teletrasporto (quando un auto è permalosa è permalosa……) e parcheggiamo davanti ad una fruttarola che Dio l’abbia in gloria. Ci vende delle cirase a 5 euro al chilo che manco fossero d’oro…..speriamo che se la magnino i cani, accèis n’gann ca vol jèss!
Raggiunti da odalische potentine e dopo aver eletto la sagrestia a luogo di prove e di scarico-tensione (povero a chi è entrato nel bagno dopo una certa persona, che per costumanza non smascheriamo), la serata va abbastanza bene (Lino è riuscito come al solito a fare spesa 15euro 2 orologi provenienti dai magazzini dell’ex Armata Rossa….8 kg l’uno) fino a quando non inizia a piovigginare e poi a diluviare. Gli organizzatori fanno partire i fuochi artificiali e mi sembrava di stare in un video dei Queen. Smettiamo di suonare e ci attacchiamo alle bottiglie, ma il pubblico di Flumeri fatto, credo, di nylon continua a restare lì davanti sotto la pioggia….impassibile.
A questo punto inforco la chitarra (nel frattempo mi ero infilato sotto il palco per fare compagnia alla solinga Marr) e ricomincio a suonare. Gli altri non si fanno pregare e si ricomincia a danzare (sempre sotto il palco). La Madonna dell’Incoronata allora ci fa la grazia, chiude i rubinetti e ricominciamo a suonare con una scaletta incredibilmente varia (tammurriata n.1, tarantella n.1, tarantella n.2, tammurriata n.2, etc, etc.....), concludendo con i saluti, le presentazioni e i ringraziamenti magistralmente diretti dal neurone di Sara (che evidentemente aveva preso acqua) e dalle note eseguite dalla mia chitarra rumorosa di “Mi piaci” di Britti. Un successone!
Andiamo a casa di Gianluigi, l’organizzatore, facciamo il pieno di profitterol e dell'immarcescibile amaro lucano e ripartiamo. Avevamo ancora tracce di teletrasporto nei pneumatici e dopo aver messo a dormire la bambina Sara, abbiamo raggiunto via Cupa Terracina, da Avellino Ovest, in 40 min.
Il resto è conseguenza!
Appena ho tempo vi parlerò delle altre 2 date dello ietta-tour, all'Università Partenope e al centro sociale di Pompei sito in un ex-depuratore!